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CHI SIAMO - LA STORIA DI LEPANTO

La storia di Lepanto inizia molti anni fa!

Ma esiste anche una piccola storia che dopo l'ultima guerra hanno conosciuto in molti, soprattutto in Italia.

Roberto Pozzerle,  presidente della ditta Lepanto, questa storia se lo ricorda bene. Roberto ci racconta questa storia con la vivacità ed il legittimo orgoglio, seduto alla scrivania del suo ufficio di Alpo, località di Villafranca di Verona dove è nato, cresciuto e dove ha lavorato.

"Vengo da una famiglia contadina che viveva e lavorava a Caselle di Sommacampagna dove oggi c'è l'aeroporto Valerio Catullo di Villafranca di Verona. Proprio per castruire il Catullo, nel 1950 fummo espropriati e ridotti praticamente alla miseria. Ci trasferimmo a Villafranca dove mio padre aveva trovato lavoro come bracciante. All'età di dodici anni iniziai a lavorare come aiutante falegname e, non avendo altre possibilità, frequentavo la scuola serale. Dalla bottega di falegname passai ad una carrozzeria dove imparai a lavorare la lamiera. Cercando di migliorare la mia posizione e le mie conoscenze, un giorno mi recai in una delle più note carrozzerie di Verona: qui si facevano trasformazioni e lavori di una certa importanza. Mi presentai al titolare, gli dissi cosa sapevo fare e che avevo voglia di lavorare. In quei tempi, quando un giovane aveva voglia di lavorare, era sempre bene accetto. E così il titolare, dopo avermi guardato da cima a fondo, mi diede la mano e mi disse: 'Ti aspetto domani mattina'.".

"Da qui iniziò la mia storia di carrozziere. Nel frattempo anche i miei fratelli avevano iniziato a lavorare nel settore dell'automobile: Mario lavorava come meccanico e Claudio, il più giovane, lavorava come verniciatore. Nel 1972, all'età di 27 anni, maturai l'idea di mettermi in proprio. Ne parlai con i miei fratelli ed decidemmo di tentare l'avventura. Già la sera dopo il lavoro avevamo cominciato a fare qualche lavoretto nello scantinato sotto casa; scantinato che ci eravamo costruiti con le nostre mani insieme a papà nei fine settimana. Comunicai così la nostra decisione al titolare della carrozzeria che ne rimase molto dispiaciuto: per trattenermi mi offrì addirittura di entrare in società. Ma la voglia di avviare qualcosa con la mia famiglia era troppa; anche per il fatto che eravamo una famiglia molto unita! Non crediate sia stato tutto semplice ed immediato. Dopo aver aperto l'attività ci comprammo un pezzo di terra per costruirvi un piccolo capannone in cui riparare le auto; per far ciò firmammo un bel po' di cambiali. Ma un anno dopo, nel'74, scoppiò la crisi petrolifera ed il mercato dell'automobile ne risentì notevolmente. Si viaggiava con le targhe alterne, il lavoro scarseggiava e noi eravamo pieni di debiti. Ma anche in questa occasione accadde qualcosa che mi aiutò ad andare avanti; e non mi lasciai sfuggire l'occasione. Un amico doveva andare in Germania per acquistare alcune macchine agricole. Mi chiese di accompagnarlo ed io, che avevo poco o niente da fare, ci andai. A Wuppertal, mentre lui trattava i suoi affari, andai in giro a curiosare e notai una carrozzeria con un nome tutto italiano: Carota. Entrai, salutai e capii immediatamente che il padrone era italiano come me. Aveva diverse auto italiane incidentate e gli chiesi cosa se ne facesse. Mi rispose che le rottamava, perché non le voleva nessuno. Stentavo a crederci. Per me erano oro colato. Facendo un po' di conti scoprii che la manodopera in Germania costava quattro volte quella italiana e che se io fossi riuscito a riparare quelle auto in Italia, poi potevo rivenderle con un buon guadagno. Ma i problemi pratici e burocratici erano enormi il che mi fece inizialmente desistere.

Tornato a Verona, una sera, mi capitò di recuperare un'auto incidentata; questa apparteneva al direttore della dogana di Verona (a quei tempi ero riuscito ad avere dall'ACI una concessionaria per il soccorso stradale nella zona di Villafranca). Gli parlai di ciò che avevo in mente di fare con la Germania e lui mi diede tutte le indicazioni per importare quelle macchine incidentate che avevo visto. Fu la nostra fortuna. Arrivammo a ripararne fino a 500 auto all'anno. Comincia ad assumere alcuni operai ed io, che ero il titolare, guidavo la bisarca su e giù da Francoforte per acquistare automobili. Per dieci anni feci importazione, riparazione e vendita di auto.".

"Ma la concorrenza non stava certo a guardare pertanto, per differenziare il business, cominciai ad importare Fiat e Alfa Romeo nuove. Sì, importavo auto italiane dalla Germania perchè i tedeschi le vendevano ad un prezzo politico e questo era per noi conveniente. Con la nascita del mercato dell'Unione Europea anche questo tipo di affari finì. Non rimasi certo a guardare e creai un nuovo business. In quel periodo il cambio Marco/Lira arrivò a 1.250 Lire per cui decidemmo d'invertire il viaggio delle bisarche comprando auto sul mercato nazionale per rivenderle in Germania. Con il cambio favorevole, i Tedesci risparmiavano 15 milioni di Lire comprando, ad esempio, le Audi in Italia! Il resto dell'azienda non restava certo a guardare: oltre alla compravendita di automobili con la Germania ed il servizio di soccorso ACI, la nostra offerta si era amplilata di altri servizi: officina meccanica, carrozzeria, elettrauto, gommista, sub agenzia assicurativa, agenzia pratiche auto. Praticamente tutto quello che serviva ad un automobilista per un servizio completo; una visione aziendale molto innovativa per i tempi. Negli anni abbiamo affrontato i vari passaggi generazionali e pianificato il futuro. Ora le sedi di Alpo e Verona sono gestite da me e dai mie figli: Monica, Andrea e Daniele. Ognuno segue rami d'azienda diversi ma strategici per il gruppo. Nella mai vita ho avuto molto, ma molto ho dovuto lottare. È stato un successo fatto di sacrifici, di obiettivi raggiunti giorno dopo giorno. La mia storia è quella di tutti i veronesi ed italiani che, usciti a pezzi dalla guerra, hanno dovuto lavorare sodo per sopravvivere. E pensare che quando avevo vent'anni avevo fatto domanda per entrare alla Fiat e alle Ferrovie. Se mi avessero assunto, oggi, non sarei qui a raccontare la mia storia. Una storia nella quale più volte mi sono trovato nel posto giusto al momento giusto. Io credo che ogni giorno, ad ognuno di noi, si presentino sempre delle interessanti opportunità. Bisogna saperle afferrare con tenacia, con intelligenza e con onestà. Indipendentemente dal lavoro che si svolge bisogna mettere anima e cuore. Altrimenti non si fa strada.".

Una ricetta semplice. Una storia semplice di un uomo semplice, ma forte. Un uomo che ha saputo lottare per emergere da una condizione sociale che penalizzava la sua intelligenza, la sua intraprendenza e le sue capacità. Un vero lottatore.

Oggi Lepanto è una squadra di circa 40 specialisti che opera sul territorio Veronese da oltre trent’anni e si occupa a 360° di tutti i servizi inerenti il mondo automobilistico: dalla carrozzeria all'officina meccanica, dall'elettrauto al soccorso stradale 24 ore su 24. Cerchiamo di dare la massima soddisfazione per i nostri clienti, di innovare giorno per giorno e di lavorare con qualità e trasparenza: queste parole rappresentano la filosofia Lepanto.
 

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